Dialoghi Post-Anima

Sabato 10 e domenica 11 marzo a Tolentino si e’ svolto il workshop di scrittura e poesia insieme al grande Davide Rondoni, che a tema aveva proprio l’Anima.

L’anima come essenza del nostro essere e del nostro agire, come lettura della realtà e di ciò che accade, perché e’ la realtà che ci provoca, che smuove la nostra anima e di conseguenza ci rimanda a ciò che siamo e ciò che desideriamo.

Le giornate del workshop ed anche lo spettacolo ANIMA, della nostra amica Giulia Merelli, sono stati occasione di nuovi incontri e approfondimento di conoscenza e bellezza.

Ne sono venute fuori nuove relazioni, e nuove impressioni, come quelle del nostro amico Alessandro Iride Parlato, giovane e bravo attore dello spettacolo ANIMA, che sentiamo il bisogno di ringraziare. Nel suo blog ha dedicato delle bellissime riflessioni sul suo soggiorno a Tolentino, e la sua esperienza presso i container degli sfollati..

Alessandro Iride Parlato

“Ci si sente in difetto con questi rumori di troppo in un ambiente così surreale: il pensiero che questa dimora provvisoria sia il rifugio di centinaia di anime in pena, dall’ intimità violata, private delle loro case da un maledetto terremoto. Sei posto davanti ad una domanda a cui ogni risposta risulterebbe superflua e contraddittoria; perché sei qui?

…Vi e’ comunque tanta buona volontà da parte dei volontari e dalla protezione civile, e anche dagli stessi abitanti di questo “quartiere”. Tutti se non altro condividono la stessa drammatica esperienza ed hanno a cuore il loro futuro e dei loro figli. Infatti quello che sarebbe un ambiente austero, di plastica, è animato dalle voci di chi chiede normalità , insieme alle grasse risate dei bambini in festa (per loro essere fuori di casa corrisponde a fare festa; un esilio forzato dalle proprie dimore diventa abitare un parco giochi al posto del mondo).

Riguardo all’incontro con il workshop di poesia?

L’incontro del workshop comprende la figura di Davide Rondoni in primo luogo e quello della pittrice Valentina. Su Davide posso finalmente sentirmi in un rapporto di fiducia e di reciproco rispetto. Lo trovo fondamentale per la mia formazione. L’ho adottato come modello di riferimento, per l’arguzia e la perspicacia del suo pensiero e della sua pratica poetica. Le sue parole sono fonte di una capacità poetica unica che non avevo mai riscontrato. Valentina invece mi incuriosisce. Il suo modo di porsi e di esprimermi hanno aizzato la voglia di approfondirne i suoi linguaggi.

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Il workshop con Davide Rondoni organizzato dal Circolo Culturale “T. Colsalvatico”

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tutte le foto dello spettacolo ANIMA di Paolo Biancofiore qui

Un ringraziamento particolare a Ludovico Peroni, Davide Rondoni, Fiorella Sampaolo, il Comune di Tolentino, la protezione civile, i simpaticissimi cugini Usman e Moddu, i compagni della 2B3, il guardiano Justin, Paolo Biancofiore (sue sono parte delle foto pubblicate in questo articolo) e chiaramente Giulia Merelli che mi ha condotto in questa esperienza unica.” 

Altri pensieri su ANIMA da chi l’ha vissuta anche in prima persona :

Irene Rapanelli (attrice in Anima): In Anima sento di far parte di un percorso di qualcosa di condiviso. In più sento di avere libertà nell’esprimere me stessa, come avevo dimenticato. Sono uscita dallo spettacolo al Castello arricchita, rafforzata e nutrita dalle emozioni e dagli sguardi di chi ci ha raggiunto in quel bellissimo spazio

Alessandro Parlato (attore in Anima): Ci si lascia visitare, dai luoghi e dalle persone che lo abitano in funzione di uno spettacolo dove al centro c’è una fiamma ardente che brilla nell’anima di ognuno. Le esigenze sceniche richiedono una fabula su cui orientarsi. Nulla toglie però all’attore che anzi, è invitato a intervenire sulla scena per renderla vivificata, altrimenti rischierebbe di essere una sequela di quadri da rappresentare. Rimane indispensabile la struttura come le persone che ogni volta, come la prima volta, si uniscono vicino al focolare di Anima. Ognuno a suo modo restituisce una parte di mondo unica. Spesso diversa, eppure legata con un filo sottilissimo. C’è un’opportunità di incontro infatti non è semplice, a volte addirittura frustrante, ma alla fine rimani e non sai nemmeno cosa ti tenga. C’è una realtà sempre più grande delle opinioni. Alla fine deduci che è per amore. Ora guardi i volti delle persone con occhi nuovi. Riesci a cogliere profonde verità, trovi analogie con il cielo. In quel momento, le tue colpe, le tue fatiche, le tue sofferenze, si riducono a poca cosa, perché ti senti amato. In quel momento il tempo si ferma; la magia del teatro si compie, i corpi convergono, la fiamma brilla sulla scena e il mondo gradisce. Anima è la bellezza che portiamo dentro.

Sergio Borghetti (spettatore): Ho riflettuto sul lavoro. È molto interessante. Coinvolgente per gli attori e gli spettatori. Tutti hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a pensare alle questioni fondamentali della vita. Il teatro è come una chiesa, dove possono entrare tutti ed assistere al mistero che accade…

Emanuele Sorichetti (spettatore): questa è la seconda esperienza di Anima per me. È stata – rispetto alla prima – un cazzotto nello stomaco. Devo essere sincero: non ho mai sentito l’esigenza di trovarmi davanti a una trama liscia e piana, da seguire come davanti a uno schermo, perché dal primo gesto, dalla prima battuta sono stato subito tirato dentro, catapultato nella vicenda, coinvolto, invitato ad un’immedesimazione piena e viscerale con il grido di ciascun attore, di ciascuna voce… Quando sei parte di una storia – quella dell’uomo che desidera giorni felici e grida la propria domanda di bene e di aiuto – non ti preoccupi neanche di coglierne precisamente lo svolgimento regolare in una successione narrativa o temporale. In alcuni momenti avevo quasi voglia di intervenire e di fare capolino sulla scena, una scena comunque molto fluida, che non fa sentire allo spettatore la distanza (bello!). L’effetto che Anima produce è silenzio sterminato, un bisogno di fare silenzio dentro di sé, di guardare le cose che si hanno e che si fanno senza darle per scontate, focalizzare le domande, non trascurare le risposte che già ci sono, far entrare pian piano quella bambina vestita di bianco, ma senza pensare che sia sufficiente o che sia la pillola magica capace di guarire il dramma del vivere! Vivessimo anche la realtà così, non saremmo terrorizzati dalle nostre domande esistenziali, ma accompagnati da esse, anche nella normalissima quotidianità! Grazie per l’esperienza che ci avete offerto e grazie a te Giulia per esserti sconquassata e messa in discussione per far risuonare la tua domanda, rintracciabile in controluce dall’itinerario attraverso le stanze.

e noi non possiamo far altro che condividere i pensieri e i ringraziamenti, sopratutto ad Alessandro che ha fatto memoria di questo evento importante per noi e per la città di Tolentino.

Risvegliamo le nostre Anime !

A presto…

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