Si può parlare di umorismo dopo il terremoto? Torna il PREMIO COLSALVATICO

La presenza al TOC Festival del Circolo Colsalvatico con la mostra “L’importante è che la morte ci trovi vivi” sul grande umorista Marcello Marchesi è stata anche l’occasione per ripensare il Premio Colsalvatico, giunto ormai alla ottava edizione, con il tema ormai consolidato: “L’umorismo, un modo di guardare la realtà”.  Saltata la solita cadenza biennale negli anni pari per il terremoto del 24 agosto e, successivamente, del 26 e 30 ottobre, occorreva certamente rivedere le ragioni di una proposta del genere in una realtà completamente nuova e drammatica.

L’umorismo, per noi.

Mai abbiamo creduto all’umorismo come una forma di evasione dalla realtà, una parentesi nella vita, per fare un po’ di aria nei polmoni, prima di rituffarsi a vivere in apnea, senza respirare. Non ci interessava allora, quando abbiamo pensato al premio con in mente i grandi umoristi, da Chesterton a Lewis, a Marchesi, a Guareschi – per dirne solo alcuni – fino allo stesso nostro Colsalvatico, con il sorriso che trasmette in molta parte della sua narrativa.

Come pure abbiamo sempre sottolineato che per noi l’umorismo non è derisione, quanto l’osservazione dei propri ed altrui limiti ed errori, che comunque non sono l’ultima parola sulla vita, in cui si affaccia la carezza di una misericordia.

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