Il Cercatore di Pietre

LABORATORIO TEATRALE PER RAGAZZI

a cura di Giulia Merelli

 

PER CHI: Il laboratorio è pensato per adolescenti, dagli 11 ai 19 anni

LUOGO: Circolo Culturale “Tullio Colsalvatico” – Tolentino Piazza N. Mauruzi, 12

MODALITÀ: 20 incontri con iscrizione in loco / 10 intensivi per chi viene da fuori

PRIMO INCONTRO 

MERCOLEDÌ 23 GENNAIO DALLE ORE 17.00 ALLE ORE 19.00

per info: segreteria@colsalvatico.it  – 320/2173389

 

IL LABORATORIO – COSTRUIAMO E METTIAMO IN SCENA UN RACCONTO…

Un’esperienza da fare insieme

Come è nato questo incontro?

Un giorno, trovandomi a dialogare con alcuni ragazzi, si è iniziato a parlare di passioni e desideri, e abbiamo iniziato a raccontare una storia. La passione emersa e condivisa da più ragazzi riguardava le pietre e lo studio delle pietre. Dunque la pietra è ad oggi il filo rosso che accompagna la nostra ricerca teatrale…

alla scoperta di un senso più profondo che possa parlare al cuore di tutti.

Si va a costruire insieme un piccolo spettacolo teatrale, accompagnati da questa tensione: che cosa cerco? Che cosa desidera il mio cuore nel profondo?

laboratorio teatrale giorgia abate

illustrazione di Giorgia Abate

Contenuto dei laboratori:

Non c’è solo una modalità o una tecnica per raccontare una storia. Lo si può fare in tantissimi modi e da diversi punti di vista, si può narrare con gli attori che recitano la storia in scena, utilizzando oggetti, suoni o semplicemente soli, con la forza delle parole e/o del corpo e nient’altro… ci saranno esercizi di scrittura creativa con carta e penna, ma anche di scrittura… fisica! Cercando di raccontare senza usare parole, ma attraverso il gesto e l’azione!

Partiremo certamente dal confronto a tavolino, cercando fra canzoni, testi e immagini, qualcosa che ci colpisca, e da lì ciascuno comincerà a realizzare il suo racconto, per questo sarà importante tenere un diario di bordo per tutta la durata del lab, ma anche un diario di gruppo, dove scrivere la nuova storia, il racconto dei racconti, quello generato dall’interazione e il dialogo fra i racconti di tutti… useremo stoffe, gomitoli, e fogli.

Ogni storia ha un seme di verità, di gioia, occorre vederlo e tentare di coltivarlo… perché sia un seme che dia frutto, il frutto di una Grande Storia…

* * *

Giulia Merelli è attrice, di 29 anni. 

giulia merelli

Giulia Merelli

 

Da un anno, guida il progetto ANIMA, spettacolo teatrale in costruzione con la compagnia ANIME, già presentato in varie località, tra cui il Castello della Rancia di Tolentino, il 10 marzo 2018.

 

***

Il corto “Il cercatore di pietre” e’ frutto del laboratorio teatrale per ragazzi che si svolge presso il Circolo Culturale “Tullio Colsalvatico” di Tolentino (MC).
A cura di Giulia Merelli

grazie a Damiano Giacomelli e Fiorella Sampaolo.
Musica Walter Muto
I testi recitati sono scritti dai ragazzi 
con
Elena Calcaterra
Riccardo Ceselli
Maria Luisa D’Ambrosio
Margherita D’Ambrosio
Jennifer Ronconi
E con l’aiuto di Lyn, appassionato di pietre

 

Auguri! con un racconto di Colsalvatico: “Il cenone della vigilia”

Un modo anche questo di augurarci Buon Natale.  Un racconto di Colsalvatico semplice e significativo che aiuta a penetrare la tradizione del nostro popolo, magari suscitando qualche nostalgia nei più vecchi. Un’occasione anche per ri-scoprire la narrativa di Tullio Colsalvatico, poeta e scrittore, attento e protagonista di molti aspetti del vivere civile e sociale (come ha ricordato anche Enzo Calcaterra nella sua recente pagina su Press-News), Giusto fra le Nazioni, iscritto nello Vad Yashem di Gerusalemme. Sicuramente una delle figure più significative della storia tolentinate.NativitàGesùGiottoAGF

IL CENONE DELLA VIGILIA 
(riedito nel 2004 dal nostro Circolo nella pubblicazione “La caffettiera”)

Il Natale sta giungendo con le sterze, che scendono dai monti cariche di legna, cogli autotreni, che salgono dai porti traboccanti di arance e di anguille; è già nella voce dei bimbi, sui volti della gente e delle case, nelle vetrine, nelle cartoline illustrate, negli orti della valle del Chienti, che spandono odore di finocchi e di sedani, è nell’aria. I Sibillini sono bianchi e si aspetta che la neve arrivi anche qui, da un momento all’altro, come ha fatto sapere il lunario di Barbanera.

A Tolentino, il Natale è già entrato in Via San Ni­cola, rimasta con l’odore di merluzzo come ai tempi in cui i negozianti di ora erano ragazzi; ogni porta è un negozio e, tra una portata e l’altra, la merce invade i muri, si stende sulla strada, tra i piedi dei passanti, sicché tutta la via sembra un negozio. La gente guarda, tocca, la merce, girandosi intorno a cercare con chi -deve contrattare, poiché è messa là come se fosse roba di nes­suno.

Da Via San Nicola, l’aria natalizia investe Via Val­porro. Lungo i muri sono appoggiati vomeri, zappe «temprate», tavole, mobili; la sega dei falegnami, il martello dei fabbri diffondono, da un capo all’altro, un suono che l’abitudine ha reso inoffensivo e permette di distinguere benissimo il canto dei canarini, nelle gabbie appese alla porta del calzolaio. Una gazza, dalla coda tagliata, saltella tra i piedi dei passanti.

Le donne siedono a conversare fuori della porta di casa e delle piccole botteghe, lavorando la maglia; hanno il grembiule di rigatino, a tasche grandi come le maniche dei confessori di San Nicola. Nei negozietti si vendono go­mitoli, matassine da ricamo, bottoni, aghi e passamani e «mischietti»: un insieme di confettucci dall’anima di can­nella, mentine e liquirizia, sogno dei bambini.

Via Valporro è una via familiare; si va come per casa, si guarda con curiosità quelli del Corso Garibaldi come se fossero dei forestieri; quando si deve arrivare in piazza ci si saluta come se si andasse fuori di città.

La moglie di Veleno e di Calzediferro – le donne più ardite – arrivano, sferruzzando, sino ­al Largo Strambi; restano un poco a guardare la gente e tornano indietro a raccontare ciò che hanno visto.

In questa via si parla da una finestra all’altra, si ride e si piange in presenza di tutti, si risponde a bocca piena a chi bussa, sì mostra ciò che si sta cuocendo e si fa assaggiare alla vicina.

Per il cenone della Vigilia sono in movimento anche gli uomini; le donne si affacciano a chiamarli; essi chiu­dono la bottega e salgono in casa. Ne escono con una bottiglia e la sporta, accompagnano le donne nelle spese, si caricano, pazienti, di pacchetti e d’involti, si fanno frugare nelle tasche per cercarvi gli spiccioli, vanno negli  orti per il prezzemolo, pestano il sale, macinano il pepe e il caffè, puliscono lo spiedo per l’anguilla; e anche i figli possono comandarli: «Babbo, vai a prendere il lauro dal Conte». Egli lascia la sua faccenda, si cambia la giacca ed esce. Sulla via incontra altri babbi e, allegri come ragazzini si mostrano involti e bottiglie. Sono con­tenti di obbedire, vanno e tornano in un baleno, si ten­gono sempre pronti e chiedono continuamente se c’è altro da fare; tolgono le faccende dalle mani delle donne; lucidano, assestano anche se nessuno l’ha comandati.

In casa di Eugenio è lui che prende l’iniziativa. Tira giù le pentole che splendono sulle pareti: questa sera s’adoprano quelle che mai sono usate durante l’anno. Negli altri giorni, se la moglie chiede che cosa deve amman­nire, risponde: «Quel che ti costa meno fatica»; ma la Vigilia di Natale, come per la Pasqua, è in movi­mento sin dal primo mattino. Egli è un uomo per il quale tutto è meraviglioso e confortante; ha sempre una buona notizia da dare e fa suoi i dolori degli altri. Fa lo spazzino; quando qualcuno passa ferma la scopa, in­dica il sole che si sta elevando: «Bello, eh?». Se il pas­sante non capisce e continua la sua strada, Eugenio guarda di nuovo il sole, ripara l’offesa sorridendogli a faccia piena. A volte si mette in ginocchio a guardare un filo d’erba spuntato tra due pietre dell’inselciato: è te­nero e trema; con un soffio lo libera dalla polvere e riprende a spazzare cercando di non offenderlo. A lui non piace la strada asfaltata, che «non lascia respirare la terra»; preferisce le vie secondarie, in cui le pietre sono consumate come tanti volti ed è fatica trarne fuori la polvere. Se gli chiedono che cosa fa, «pulisco la città» – risponde – «e vorrei fare lo spazzino anche in paradiso».

A poco a poco l’aria si fa deserta, le finestre lumi­nose. La vita si svolge tutta in cucina. Il cenone co­mincia tardi; s’inizia in silenzio, come una devozione; prima i fagioli in umido: le donne li cucinano per far contenti i mariti, che vogliono tutto come quando erano ragazzi e «come lo cuoceva mia madre». Eugenio fa un cenno col capo per dire che sono buoni, giusti anche di sale, poi esclama: «Figli, è Natale, ricordàtelo! Il Si­gnore vuole che lo festeggiamo in salute e in santa alle­grìa. E con moderazione, figli, con moderazione!». Al merluzzo si batte le mani sul petto, guarda il soffitto, balza dalla seggiola, si affaccia alla finestra e annuncia a tutta da via:

-Fratelli, sono al merluzzoooo! – e si rimette a tavola stropicciandosi le mani. – È proprio come lo cucinava mia madre! – Posa un bacio sulla punta delle dita e lo spedisce alla moglie, attraverso la tavola.

La sua voce resta a lungo a riempire la notte.

«Eugenio sta al merluzzo» – dice Giovanni del Moro, ai suoi, benché tutti abbiano sentito; apre la finestra, guarda il cielo stellato, si raschia la gola e chiama:

-Filì, tu -dove stai?

Filippo, il fabbro taciturno e ossuto, che sta sull’in­cudine da mezzanotte a mezzanotte, tende l’orecchio, raccoglie il tovagliolo, si affaccia e risponde:

– Ai fagioli in umidoo! Ai fagioli in umidooo!

– Allora, Filì, sono più avanti io: sono allo stocca­fisso fritto. Tu dove ti fondi?

– Sull’anguilla arrostooo!

«Filì ancora sta ai fagioli» comunica Giovanni, alla famiglia, e chiude la finestra. «E si fonda sull’anguilla arrosto».

Alla pasta con le noci Eugenio manda un altro bacio alla moglie sulla punta delle dita, scende sulla via e annuncia con tutto il fiato:

-Fratelli, fratelli, io sto all’anguilla in umido! Sia lode al cielo! – e senza attendere risposta risale di corsa le scale. Francesco, il conciapelli, scende anche lui sulla via, finisce d’inghiottire e chiama:

-Giovanni, oh, Giovanni, dove stai?

Subito un’altra finestra si apre e una voce da bocca piena assicura:

-All’anguilla in guazzetto!

– Allora stai più avanti di me! Io, agli spaghetti con le noci. E dove ti fondi?

– Sull’anguilla arrosto, come Filippo!

Una luce taglia la via e si allarga sulla casa di fronte come il lampo che precede il tuono; subito dopo, la voce di Luigi, il vasaio, rimbomba da un capo all’altro di Via Valporro:

-Oh, Peppe, all’anguilla arrosto! E tu? – Siamo pari. Dove ti fondi?

-Mi sono fondato sul merluzzo in umido!

-Io sull’anguilla arrosto! – Luigi chiude la fine­stra e si rimette a mangiare dicendo: – Peppe si fonda sul merluzzo in umido.

Giunto alla frittura, Eugenio si affaccia ad annunciare alla via, alla città, a tutti i fratelli sparsi nel mondo, alle stelle: «Io sono al pesce fritto! È qui che mi fondo!» e si rimette a tavola senza curarsi di sapere dove sono arrivati gli altri.

Così le famiglie di Via Valporro si tengono al cor­rente dello svolgimento del cenone, sino alla fine.

Il grido di Eugenio è l’ultimo a risuonare: – Fratelli! Fratelli, -sono al caffè!

Al caffè arrivano tutti quasi contemporaneamente. Mentre i grandi lo sorbiscono appoggiandosi alla spal­liera della seggiola, le donne piegano le tovaglie, i ra­gazzi spandono le cartelle della tombola, agitano i nu­meri nei sacchetti. Le famiglie si uniscono: la via si anima di risa, di richiami.

Eugenio ha la cucina grande e si possano mettere più tavolini uniti. – Entrate, entrate! – esclama, sen­tendo passi per le scale. Le porte sono aperte; si bussa soltanto per annunciare che si sta entrando.

I grandi giocano mescolati ai grandi e le loro parole hanno lo stesso peso.

Tutti i campanili si svegliano; suonano per la messa di mezzanotte. Le famiglie estraggono in fretta gli ultimi numeri, lasciano la casa in festoso disordine, con le luci accese, e si avviano. Hanno gli occhi lucidi e parlano in­sieme. L’aria è dolce. Eugenio ricorda che, quand’era bam­bino, gli animali quella notte parlavano, nelle calde stalle, per dire agli angeli come erano custoditi dagli uomini; e pensa che le strade dovrebbero essere coperte di grano lucente come il cielo lo è di stelle. Egli rimane un poco indietro, come un bambino che si distragga e va toccando i muri in piena confidenza con le cose; sosta sulla gra­dinata a guardare la notte: le stelle ci sono tutte; sorri­dono a Colui che sta per nascere e a ognuno di noi, che sta rinascendo. Eugenio vorrebbe dire ch’egli non è quello di sempre, che nessuno, stasera, è come gli altri giorni; ma gli amici sono già entrati in chiesa, l’organo invade, riempie la notte. Ci si può inginocchiare do­vunque: la terra è tutta una cattedrale.

 

Vota il progetto FIORE ! Aiutaci a far partire un’opera di Bellezza

FIORE è un progetto creativo di pelletteria artistica che ha come oggetto la produzione di una linea di articoli in pelle unici. Unici per il fatto di testimoniare il nesso tra il lavoro manuale artigiano impiegato e l’esperienza umana che ogni singolo articolo vuol raccontare.

Come può un artigiano, un prodotto di artigianato partecipare alla Creazione?

Da questa riflessione il desiderio di raccontare esperienze di vita vera attraverso un prodotto di artigianato in pelle, grazie a un contatto diretto tra l’artigiano e il soggetto protagonista di cui si vuol raccontare la storia, che può essere una storia di vita passata di cui far memoria (quindi attraverso uno studio), o una storia dei nostri giorni.

FIORE – Un’esperienza umana raccontata dalle mani artigiane

Per votare bastano pochi semplici gesti:

Vai sul sito  http://concorsoidee.azionecattolica.it/user/register  e registrati, una volta registrato vai su PROGETTI e nello specifico al progetto FIORE, sotto al video troverai Vota il progetto e delle stelline, clicca sul grado della stellina che preferisci, meglio se l’ultima per il massimo del gradimento!! Mi raccomando … AIUTACI !

 

fiore lab sagi

Il lavoro manuale, la creazione artistica, il lavoro intellettuale, sono state realtà a lungo legate l’una all’altra. Nelle civiltà “arcaiche”, il lavoro era insieme capacità di creatività e di contemplazione. Questa capacità oggi continua ad essere presente in talune esperienze e realtà di lavoro, soprattutto artigianale, ma non rappresenta il modo normale in cui le generazioni contemporanee vivono il lavoro. La mentalità oggi dominante, in Occidente e in altre vaste regioni del mondo, fa del lavoro un momento di non-vita. Il lavoro, non più fecondato dalla contemplazione, è diventato meccanico: e viene percepito come alienazione da sé. La coscienza dello scopo appartiene invece alla memoria storica dell’uomo europeo. A differenza del disprezzo nutrito dall’Evo greco e romano verso la fatica del lavoro, la tradizione dell’Europa cristiana ha sottolineato la dignità del lavoro, che – nella fatica – diviene attività creatrice dell’uomo, partecipazione alla Creazione. E’ un compito per questa fine di millennio: il lavoro può avere senso perché ha senso l’esistenza umana.

La finalità del progetto è di sviluppare un metodo nuovo di lavorare in cui la persona è al centro e il filo conduttore è la Bellezza, della storia raccontata, e dell’oggetto concreto che la evoca.

FIORE vuole essere l’occasione di incontro tra la comunità ecclesiale e civile, favorendo l’orientamento di giovani nel mondo del lavoro artigiano, raccontando esperienze di vita umana. Il coinvolgimento di realtà presenti nella comunità ecclesiale della Diocesi di Macerata tra cui il Progetto Policoro divengono importanti nel percorso di orientamento, al fine di guardare concretamente ai bisogni della persona nelle dinamiche che si generano nel lavoro, e testimoniando esperienze di vita in cui il lavoro partecipa alla Creazione, figure legate alla vita ecclesiale del territorio come Padre Matteo Ricci.

Parole ed esperienze di vita vera, che partono anche dalla semplice personalizzazione del prodotto, fino ad arrivare all’ipotesi dell’inizio di una relazione tra l’artigiano che crea, e il protagonista/committente che desidera relazionarsi con l’artigiano, anche per una richiesta concreta di produzione.

I prodotti da realizzare riguardano oggetti di piccola pelletteria e in particolare borse. Ogni prodotto avrà a corredo un racconto dell’esperienza di vita e incisioni a caldo di frasi e nomi sul prodotto stesso.

fiore project

Fanno parte del progetto FIORE come rete di Fabrica City di cui siamo partner:

SAGI di Sampaolo Giuseppe – Lavorazioni artistiche in pelle – Tolentino

KAZED – Tolentino

Cantina Raponi di Raponi Stefano – Tolentino

Video By Mattia Muccichini

 

 

Fabrica City ha aperto le sue porte!

Fabrica City ha aperto le sue porte per la prima volta!  E il Circolo Colsalvatico e’ attore del progetto insieme ad altri,  nonché aggiudicatario del contributo del COMITATO SISMA CENTRO ITALIA a seguito della vincita del bando.

Certo, e’ ancora un cantiere, c’e’ ancora tanta polvere da togliere, pareti da abbellire, spazi da creare, ma e’ un luogo concreto e reale, tutto da costruire e a disposizione della comunità.

FS_20181004_X1B7256

Spiegare cos’e’ Fabrica City non e’ facile, probabilmente, anzi sicuramente, tanti non hanno compreso, ma questo non e’ un problema, proprio perché Fabrica City vuole essere soprattutto un luogo in evoluzione, dinamico e vivo.

Un luogo appunto, un luogo di relazioni, questa e’ la definizione più pertinente a Fabrica City, dove le persone possano incontrarsi e iniziare un dialogo costruttivo attorno a temi condivisi e importanti per il nostro territorio, per le nostre passioni e competenze, per i giovani e per la comunità tutta. Perché la persona per noi e’ importante !

“Il progetto Fabrica city intende creare uno spazio di relazioni e propensione alla cooperazione grazie anche all’aiuto di nuove tecnologie e tramite l’implementazione di attività volte al benessere sociale, ambientale, artistico e culturale. Intende avviare nuovi strumenti e metodi educativi attraverso la bellezza generativa ed educativa dei vecchi mestieri, il benessere della persona, la sana alimentazione e trasmettere alla comunità il concetto di sostenibilità sociale ed ambientale. Vuole avviare un approccio basato sulle capabilities volte al benessere e allo sviluppo di beni relazionali che si intendendo porre a disposizione di coloro che entrano in contatto con Fabrica city. Stimolare la politica locale verso un’economia delle relazioni, visibile in luoghi attraverso il protagonismo di giovani, artigiani, agricoltori grazie ad una innovazione aperta e cooperativa che possa generare o ri-generano nuovi percorsi di sviluppo locale e di occupazione. Avviare una nuova offerta che trasforma gli spazi in luoghi e dove le relazioni acquisiscono una primato che la PA che si propone di fare policy può riconoscere e accompagnare.”

Relazioni per approfondire tematiche precise divise per area:

1 – Vecchi mestieri e innovazione tecnologica – BOTTEGHE

Attività:

  • Avviare una prima conoscenza degli artigiani ed esperti locali che operano in settori artistici diversi e creare un luogo per unire sinergie ed avviare incontri di ibridazione di esperienze, competenze e sensibilità diverse per lo sviluppo di modalità operative, la realizzazione di prodotti innovativi e scambiare conoscenze, idee ed opinioni da protagonisti;
  • Creare uno sportello informativo e orientamento per le aziende ed uno spazio incontro domanda/offerta tra imprese artigianali;
  • Promuovere attraverso eventi anche conviviali prodotti artistici locali che non hanno forte impatto ambientale, ma che vengono realizzati attraverso processi produttivi poco invasivi e generalmente utilizzando materie prime locali;
  • Avviare percorsi di formazione e orientamento del mestiere (in&out) per la trasmissione del saper fare artigianale a giovani di età compresa tra i 11 e i 29 ed accompagnarli nella realizzazione di prodotti d’eccellenza attraverso la formazione e orientamento dei vecchi mestieri;
  • Realizzazione di un luogo Repair-cafè come simbolo di un’economia circolare, dove qualsiasi oggetto può essere riparato, o restaurato da altri o personalmente. Luogo dotato di postazioni di lavoro con gli attrezzi necessari per aggiustare qualsiasi cosa, sono il luogo ideale dove incontrarsi e guadagnare mettendo a disposizione le proprie capacità;

FS_20181006_X1B7279

FS_20181006_X1B7267

FS_20181006_X1B7268FS_20181006_X1B7278

2 – Modelli di economica sostenibili stili di vita sobri e sana alimentazione – TERRA

Attività:

  • Ampliare e potenziare il Mercato del contadino già presente a Tolentino attraverso lo spostamento dello stesso all’interno del luogo denominato “Fabrica City”;
  • Ampliare l’apertura del Mercato del contadino;
  • Realizzare laboratori educativi e creativi rivolti agi ragazzi di Istituti comprensivi del territorio e scuole superiori;
  • Realizzare corsi di formazione culinaria;
  • Istituire incontri con la cittadinanza di sensibilizzazione attinenti al tema della sostenibilità ambientale e sana alimentazione.

FS_20181006_X1B7272FS_20181006_X1B7270

3 – Osservatorio del territorio e recupero delle aree urbanizzate – OSSERVATORIO

Attivita’:

  • Creazione di un luogo denominato “Osservatorio del territorio – Urban Center” per lo studio del territorio ed il recupero delle aree dismesse;
  • Creazione di una “Teca reale e virtuale” scatola in cui si costudiscono oggetti rari e preziosi luogo fisico e non fisico dove ogni cittadino può consultare e accedere e riscoprire le bellezze del suo territorio;
  • Rigenerare quartieri con criteri di bassa qualità edilizia, architettonica e urbanistica e dare sostegno a politiche di mobilità sostenibile e quant’altro possa servire come attrattore per ripopolare le aree dismesse;
  • Avviare percorsi formativi rivolti ai ragazzi di Istituti comprensivi del territorio e scuole superiori attraverso giochi partecipati;
  • Creare percorsi nella città volti a rianimare la stessa;
  • Creare delle mappe ed itinerari a piedi ed in bicicletta .

FS_20181006_X1B7273

4- Formazione ed incontro per generare processi creativi – PIAZZA

Attività:

La formazione è l’attività che unisce le diverse aree di intervento. Pur con espressioni diverse, è l’aspetto fondamentale nella riuscita di ogni azione, per il coinvolgimento consapevole e responsabile degli attori e per il coinvolgimento dei giovani come protagonisti delle innovazioni auspicate. Nello specifico, in riferimento all’AREA 1:

– Avviare percorsi di formazione e orientamento al mestiere (in&out) per la trasmissione del saper fare artigianale a giovani di età compresa tra gli 11 e i 29 anni. Il fine è quello di generare nuova occupazione ed accompagnare i ragazzi nella realizzazione di prodotti d’eccellenza attraverso la formazione e orientamento ai vecchi mestieri (Esempio formativo dell’Associazione Cometa, primo liceo artigianale in Italia, educare attraverso la bellezza, rimedio alla dispersione scolastica);

Riguardo l’AREA 2:

– Incontri di sensibilizzazione attinenti al tema della sostenibilità ambientale e sana alimentazione con degustazioni, momenti culinari, corsi di formazione, presentazioni di aziende agricole locali e dei loro prodotti, ecc…

Infine, per l’AREA 3:

– avviare percorsi formativi di conoscenza del territorio attraverso giochi partecipati, rivolti ai ragazzi di Istituti comprensivi e scuole superiori;

– avviare focus group formativi di confronto e di cooperazione per far emergere nuove idee, applicare un problem solving creativo, elaborare azioni contestualizzate per attività di riuso e rigenerare di spazi e beni comuni.

FS_20181006_X1B7269

MA LA COSA PIU’ IMPORTANTE E VERA PER CAPIRE COSA E’ FABRICA CITY E’ USCIRE DALLA PROPRIA CASA E VENIRE A VEDERE !

QUINDI TI ASPETTIAMO!

tienici d’occhio!

http://www.fabricacity.org/

info@fabricacity.org

Conclusa l’ottava edizione del Premio Colsalvatico: “L’umorismo, un modo di guardare la realtà”

Il pubblico sceglie i vincitori, gradendo la nuova formula di partecipazione al Premio: fotografia e scrittura, unite dalla osservazione della realtà del territorio.

bozza nuovo logo i

I vincitori sono risultati dalla media dei voti della Giuria tecnica, costituita da:

Fabrizio Altieri, scrittore, vincitore dell’edizione 2010 del Premio;
Mara Amico, Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Lucatelli” di Tolentino;
Angelo Ferracuti, scrittore, collaboratore di Agorà, inserto culturale del quotidiano Avvenire;
Gianfranco Lauretano, poeta, critico letterario, direttore della rivista di letteratura ClanDestino;
Stefano Lucinato, docente Accademia Belle Arti di Macerata;
Franco Maiolati, presidente Circolo Culturale “Tullio Colsalvatico”;
Alessia Pupo, Assessore alla Cultura, Comune di Tolentino)

e della Giuria popolare costituita dal pubblico (molto numeroso) presente alla serata di premiazione, che ha votato compilando una scheda di valutazione, dopo aver ascoltato tutti i racconti (selezionati dalla giuria tecnica e letti dall’attrice Giulia Merelli) e visto la proiezione delle fotografie prodotti dagli autori.

Dati conclusivi:

Classificato           Macerie poco serie                           di Giacomo Giardini di Tolentino

Motivazione della Giuria tecnica: Il racconto utilizza in modo efficace e divertente il dialetto tolentinate, attraverso la messa in scena del dialogo tra due vecchietti. Utilizzando lo sguardo disincantato e bonario dei personaggi riesce a sdrammatizzare persino il dramma del terremoto. Anche le foto colgono alcuni particolari comici legati alla storia. 

  Classificato            Il tesoro  di Rossano Emiliani e Stefania Palazzetti  di Corridonia

Motivazione della Giuria tecnica: Usando la tecnica della personalizzazione viene qui raccontata una situazione surreale in cui i personaggi/oggetti diventano metafora del dolore umano causato dal terremoto e del desiderio di ripartire. Le foto posseggono una particolare qualità artistica sottolineata dal bianco e nero.

  Classificato           Il sogno del giovane Andrea                       di Gianna Belloni di Tolentino

Motivazione della Giuria tecnica: Partendo dalle difficoltà create dagli ostacoli di tipo burocratico e politico che rallentano e impediscono la ricostruzione dopo il terremoto, il racconto giunge sorprendentemente, ma anche poeticamente, ad un finale a sorpresa, ripreso anche dalle foto che lo accompagnano.

Durante la serata, condotta da Luca Romagnoli, il gruppo popolare Lu Trainanà ha eseguito musiche e canti che rappresentato l’ironia nella tradizione popolare marchigiana.
Tra i selezionati della Giuria tecnica e sottoposti al pubblico, anche i racconti:

Affacciati alla finestra, amore mio      di Elisabetta Massa di Colonnella (Teramo)

Il gioco dell’oca                                            di Massimo Altobelli di San Severino Marche

NEI GIORNI PROSSIMI, PUBBLICAZIONE SU QUESTE PAGINE DEI CINQUE RACCONTI.

Tutto pronto per il PREMIO COLSALVATICO

Definita la Giuria tecnica che selezionerà le opere da sottoporre al giudizio del pubblico.

Con la definizione dei nomi dei componenti della Giuria tecnica, sono ultimate tutte le fasi di preparazione della ottava edizione del Premio Colsalvatico “L’umorismo, un modo di guardare la realtà”, che si terra sabato 21 e domenica 22 a Tolentino e dintorni.
Ne fanno parte:
Fabrizio Altieri, scrittore, vincitore dell’edizione 2010 del Premio;
Mara Amico, Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Lucatelli” di Tolentino;
Angelo Ferracuti, scrittore, collaboratore di Agorà, inserto culturale del quotidiano Avvenire;
Gianfranco Lauretano, poeta, critico letterario, direttore della rivista di letteratura ClanDestino;
Giorgio Leggi, grafico, umorista;
Stefano Lucinato, docente Accademia Belle Arti di Macerata;
Franco Maiolati, presidente Circolo Culturale “Tullio Colsalvatico”;
Alessia Pupo, Assessore alla Cultura, Comune di Tolentino.

Definita anche la serata di Premiazione di domenica 22 luglio, in piazza della Libertà a Tolentino, con la partecipazione del Gruppo musicale Lu Trainanà, che presenterà musiche, canti e ironia nella tradizione marchigiana.
Durante la serata verranno presentate le opere selezionate dalla Giuria tecnica (proiezione delle foto e lettura dei brani) e la Giuria del pubblico esprimerà il suo giudizio per scegliere i vincitori.

Coordinerà la serata Luca Romagnoli.

Si partecipa al Premio registrandosi sabato mattina presso la sede del Circolo Colsalvatico, in piazza Mauruzi, 12 – Tolentino.
In sintesi:
1. Ci si registra la mattina di sabato 21, entro le 11 (da soli o in coppia, unica quota).
2. Si va in giro a Tolentino o in uno dei comuni dell’entroterra (dove si vuole!)
3. Si sceglie cosa fotografare (persone, paesaggi, strade, monumenti,…).
4. Si scrive un pezzo attinente (divertente, ironico, umoristico, …) di 2000-3000 battute da consegnare/inviare entro le ore 10 di domenica.
5. Si partecipa alla serata di Premiazione per scoprire se si è stati selezionati e si potrà essere vincitori.
6. I primi tre vincono 700, 500 e 300 €. 

Un ringraziamento da parte del Circolo Colsalvatico all’Aministrazione Comunale che ha offerto il proprio contributo ed il supporto tecnico alla serata di domenica, ed alle ditte Gruppo Gravina, Systematica ed Itici.

 

bozza manifesto c

Dicono del Premio:
https://soundcloud.com/radionuova/gr-14-luglio-3#t=2:56
Intervista radio dal minuto 2:56
https://picchionews.it/cultura-ed-eventi/torna-a-tolentino-il-premio-colsalvatico-l-umorismo-un-modo-di-guardare-la-realta

Qualche giornale:

 

Bando premio colsalvatico 2018

 

Grazie ad alcuni sostenitori del Premio!

In questi giorni di preparazione del Premio, abbiamo incontrato alcuni che, apprezzando l’iniziativa, ci hanno concesso un loro contributo. Abbiamo deciso che sia a vantaggio dei partecipanti, riducendo la quota a sostegno delle spese organizzative. Coloro che hanno già effettuato l’iscrizione, verranno rimborsati della parte eccedente.  Intanto è definito il Bando. Da leggere.

Bando premio colsalvatico 2018

bozza nuovo logo con QR

è vero: torna il PREMIO COLSALVATICO!

bozza nuovo logo con QR

Dopo la “forzata” interruzione del 2016, torna il Premio. Ottava edizione.  Dal 2002. 

Ha senso, con le difficoltà che viviamo, proporre a Tolentino, nel nostro territorio ferito, il Premio con a tema l’umorismo? 

LANCIAMO LA SFIDA                                                                               premio 2018 poster

Continua a leggere